VinitalyBio 2015 – Ultime tendenze del biologico in Italia

Al Vinitaly 2015, che si è concluso ieri, più di 70 aziende hanno presentato nel padiglione VinitalyBio i loro vini biologici certificati.

Il settore della produzione vinicola biologica negli ultimi anni è cresciuto molto, ampliando la propria offerta e venendo incontro alle esigenze di una clientela sempre più ampia. Nonostante l’impatto negativo della crisi sulla produzione tradizionale, il vino biologico ha fatto registrare un aumento del 4% nella produzione e si candida ad assumere un ruolo sempre più importante non solo in Italia.

vinitaly-bio

Un segnale positivo che, si auspica, influenzi anche quelle realtà produttive che, ad oggi, non hanno un’offerta di vini bio nelle loro cantine. Il vino bio, come confermato anche da un’inchiesta di Altroconsumo, è di ottima qualità e per molti produttori è una scelta vantaggiosa e intelligente.

Le coltivazioni biologiche rispettano maggiormente il suolo e le piante impiegando metodi naturali per proteggere le uve, evitando l’utilizzo di pesticidi e fitofarmaci. Nelle aree fortemente votate alla coltivazione della vite,come la provincia veronese, promuovere la cultura del vino biologico diventa ancora più fondamentale. In queste zone la presenza di vitigni è molto estesa e i frequenti trattamenti necessari nelle coltivazioni tradizionali influiscono negativamente sull’ambiente e sulle persone che abitano e lavorano in queste zone.

La tendenza verso il bio rappresenta quindi un passo avanti importante per il futuro della viticoltura.

Per concludere, qualche dato in più sul mercato del biologico in questa infografica

Annunci

Mangiare (sano) a gravità zero

Da quando l’uomo ha cominciato a viaggiare nello spazio, nutrirsi correttamente durante le missioni è  stato sempre fondamentale. Purtroppo la nausea spaziale, l’assenza di gravità, l’impossibilità di cuocere i cibi e molti altri problemi rendevano i pasti degli astronauti un’ esperienza tutt’altro che esaltante.

Il cibo conservato in flaconi e sacchetti, era sostanzialmente semiliquido e probabilmente anche non molto saporito. Le missioni non duravano più di qualche giorno, al massimo un paio di settimane, quindi la triste dieta degli astronauti non durava a lungo…

Programma Apollo cibo spaziale
Le razioni di cibo del programma Apollo

Oggi, con le missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, gli astronauti rimangono per mesi fuori dall’orbita terrestre e l’aspetto nutrizionale diventa ancora più fondamentale per consentire un corretto apporto di nutrimenti, preservare la salute, fornire conforto e appagamento a chi vive per lungo tempo in un ambiente estremo come lo spazio.

Proprio perché il cibo non può essere ridotto a semplice assunzione di calorie, ma coinvolge i sensi e lo spirito nella stessa maniera, sono stati studiati menu personalizzati per ogni astronauta cercando di  sopperire a diverse mancanze. Rimangono però alcuni problemi da affrontare…

Cosa manca nel menu degli astronauti?

  • Materie prime: sulla Iss non ci sono cibi freschi, che richiederebbero rifornimenti troppo frequenti da terra e problemi di conservazione.
  • I cibi friabili come il pane non sono ammessi, perché le briciole fluttuando possono creare problemi alle apparecchiature.
  • Preparazioni: il cibo si può reidratare e scaldare, ma non esiste una cucina vera e propria.
  • Abbinamenti: mischiare i cibi e creare combinazioni è molto difficile per mancanza di gravità.

Mangiare bio nello spazio

Nonostante queste limitazioni, sono stati fatti molti passi avanti. La prima donna italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti, attualmente in missione sulla Iss può contare su un menu biologico studiato e preparato grazie alla consulenza dello chef Stefano Polato e Argotec, azienda torinese incaricata di fornire i pasti agli astronauti europei.

Una sfida ambiziosa, che ha portato allo studio e alla preparazione di abbinamenti e piatti unici che potessero essere conservati per un lungo periodo, e allo stesso tempo potessero fornire nutrienti e i sali minerali necessari ed essere anche gustosi.

cibo spaziale - argotec
Cibo spaziale Argotec

Grazie all’utilizzo di materie prime integrali, e spezie sono stati messi a punto pasti bilanciati evitando l’aggiunta di zucchero e sale nella dieta.

Chissà se un giorno, sarà possibile coltivare direttamente verdura e frutta nello spazio e preparare pietanze con cibi freschi… Un vero km0 spaziale!

Una nuova app per aiutare l’agricoltura

Sviluppata negli USA dall’Università della Pennsylvania con il contributo del Cnr di Torino, l’app è ancora in fase di test ma promette una vera rivoluzione nel settore agricolo.

App per l'agricoltura

L’applicazione permetterà di controllare e monitorare la salute dei campi utilizzando i preziosi dati statistici raccolti dall’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) di Torino. Vent’anni di ricerca sulle piante e le loro malattie che saranno messi a disposizione degli agricoltori.

Grazie a questa nuova tecnologia sarà possibile applicare le giuste strategie per la semina e la cura delle malattie delle piante riducendo così gli interventi inefficaci e salvaguardando l’ambiente.

Vinitaly 2012, l’affemazione del vino biologico in Italia.

Al Vinitaly 2012, conclusosi con successo qualche giorni fa, uno dei protagonisti è stato il vino biologico. Un realtà in forte crescita dopo che la Commissione Europea ha emanato il Regolamento 203 contenente le norme per la vinificazione secondo il metodo dell’agricoltura biologica.
Un passo avanti nel mercato vinicolo italiano, sempre più sensibile a tematiche di sostenibilità e riduzione di pesticidi e fitofarmaci nella coltivazione della vite.
Un biologico quindi, ora riconosciuto a pieno dall’Europa e in sensibile espansione sul mercato.
Un orientamento anche necessario, se pensiamo all’importanza che la coltivazione della vite ha nella provincia di Verona, e all’uso, spesso indiscriminato di pesticidi e fitofarmaci nella logica di una maggiore resa dei terreni e maggiore produttività. In Valpolicella per esempio, data la fondamentale importanza dell’industria vinicola, i vigneti vengono cosparsi di pesticidi, antiparassitari ecc. per molti mesi all’anno, con tutti i danni collaterali per le persone che vivono nelle aree circostanti.
Secondo dati Eurostat, l’utilizzo di pesticidi più tradizionali come lo zolfo e il rame sono diminuti, a scapito di un’aumento vertiginoso di altri prodotti come il Mancozeb, un fungicida, il cui principio attivo è cancerogeno e potenzialmente pericoloso in quanto rintracciabile nel prodotto finito, nella bottiglia che porti in tavola. 
Lo scenario è ulteriormente aggravato dall’uso concomitante di più pesticidi. Infatti, se esistono precisi limiti di concentrazione di singole sostanze non si studiano gli effetti dell’esposizione a più sostanze dannose contemporaneamente
A contrastare questa prospettiva, si stanno affermando sempre di più aree di terreno coltivate con metodi sostenibili, anche in Valpolicella, come quelle che utilizzano metodi naturali per contrastare la  comparsa della tignola della vite.   
La presa di coscienza di un agricoltura più rispettosa delle piante e dell’ambiente rappresenta dunque un passo in avanti importante, non solo come punto di arrivo per una produzione più “pulita” , ma anche come tutela della salute di chi vive e lavora in queste zone.

Vigneti in Valpolicella.